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Rezension Musica Numero 249 - settembre 2013 | Massimo Viazzo | 1. September 2013 Strumento originale sì, strumento originale no... La soluzione adottata dalle...

L’ensemble italiano, che questi lavori li ha testati sul campo (esecuzione live al Quartetto di Milano) apre il CD con una interpretazione brillante e spensierata del Sesto Quartetto dell’op. 18, un lavoro già pienamente maturo e che presenta all’inizio dell’Allegretto quasi Allegro conclusivo La Malinconia, un Adagio armonicamente cangiante che proietta all’istante l’ascoltatore nel clima espressivo degli ultimi lavori. Il «Serioso» op. 95 procede, invece, ricco di pathos e di contrasti, mentre l’op. 135 è scorrevole, per certi versi stringato, ma sempre molto comunicativo. Un primo capitolo convincente per una integrale da seguire con interesse nel suo evolversi.
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Rezension Musica Numero 249 - settembre 2013 | Massimo Viazzo | 1. September 2013 Dobbiamo ringraziare di cuore il clarinettista Richard Mühlfeld se Johannes...

Laura Ruiz Ferreres, solista spagnola che ha fatto anche un’esperienza quinquennale tra le file orchestrali (Komische Oper di Berlino), ha tutte le carte in regola tecniche per rendere al meglio queste pagine sublimi. Ma è soprattutto il colore del suo clarinetto, un colore autunnale e nostalgico, a cogliere al meglio il clima espressivo di queste composizioni. Molto bravi anche Christoph Berner, dal pianismo robusto ma non aggressivo, il sensibile violoncellista Danjulo Ishizaka e il Quartetto Mandelring, sempre lucido e tecnicamente preparato. Il dialogo che si instaura tra di loro e la Ferreres è candidamente colloquiale.
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Rezension Musica numero 251 - novembre 2013 | Giuseppe Rossi | 1. November 2013 Alla fine della seconda guerra mondiale Sergiu Celibidache resse per sette anni...

Chi conosceva alcune di queste incisioni in altri precedenti stampaggi resterà ammirato dall’accuratezza del lavoro di maquillage operato dai tecnici sulle matrici originali che rende godibilissimi tutti gli ascolti anche prescindendo dal loro valore storico, fondamentale per ricostruire le prime tappe di uno dei più grandi direttori del secolo scorso.
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Rezension Musica numero 251 - novembre 2013 | Riccardo Cassani | 1. November 2013 L’etichetta tedesca Audite in collaborazione con il Festival di Lucerna apre...

Per quanto riguarda la qualità audio è motivo di felicità scoprire che gli archivi della Radio Svizzera hanno conservato con cura e diligenza questo materiale. In particolare la registrazione ciaikovskiana del ’58 offre una qualità assolutamente paragonabile alle registrazioni commerciali coeve sia nella dinamica dinamica sia nella resa timbrica. L’equilibrio tra solista e orchestra (senza trucco e senza inganno) è in entrambi i casi assolutamente perfetto e solo una leggera saturazione rende appena meno godibile la registrazione bartókiana di due anni precedente.
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Rezension Musica numero 251 - novembre 2013 | Giuseppe Rossi | 1. November 2013 Le esecuzioni abbinate in questo CD provengono da due distinti concerti tenuti...

Sul piano tecnico confermano l’accuratezza e il rigore che Szell sapeva ottenere da qualsiasi orchestra con la quale si trovasse a collaborare, una precisione ritmica, una chiarezza formale e un nitore di dettagli sorprendentemente moderni per un interprete nato nel 1897. Qualche piccola sbavatura degli ottoni non compromette quella che resta probabilmente la migliore incisione che ci abbia lasciato dell’Ottava di Dvorák, impreziosita dal velluto timbrico e dalla nobiltà di fraseggio della Filarmonica Ceca in questo repertorio non di poco superiore al virtuosismo lucente della Cleveland Orchestra.
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Rezension www.musicweb-international.com 14.01.2014 | John Sheppard | 14. Januar 2014 George Szell’s many recordings with the Cleveland Orchestra are almost always...

George Szell’s many recordings with the Cleveland Orchestra are almost always characterised by their clear textures, firm rhythmic grasp and fundamental musicality. His reputation as an orchestral dictator – bully, even – may put some listeners off, but listening today one can forget that and enjoy performances that grip from start to finish. The only concern can be that there is too much control and too little spontaneity, reducing the emotional temperature of the music.

That is not the case here with these two live performances at the Lucerne Festival. In the Dvořák in particular the inflexibility which is sometimes found in Szell’s studio recordings is wholly absent. Not that even here Szell could be accused of being wilful, but phrases are allowed to finish more naturally and minor tempo changes occur with apparent spontaneity. The Czech Philharmonic in the late 1960s were at the peak of their form and playing with an individuality in both wind and strings which, as with so many orchestras, has to some degree been lost in more recent years. Occasionally there are minor inaccuracies typical of any concert performance, but these are rare and unimportant. The sound as presented here from broadcast tapes is much more than tolerable for its date, helped no doubt by Szell’s legendary ability to clarify orchestral textures. I usually prefer applause to be omitted, but on this occasion it is so obviously merited that I not merely tolerated it but even welcomed it as being a natural reaction to such a superb performance.

The earlier performance of Brahms’ Symphony No. 1 has similar virtues although the orchestra is perhaps less individual. I am unclear as to whether the Swiss Festival Orchestra was a single permanent orchestra or was recruited specifically for the Festival. Again, however, it is similar in general approach to Szell’s studio recordings of the work but with more freedom and more energy.

The booklet is a model of how to add to the listener’s enjoyment of historic live performances, with photographs of Szell, presumably in Lucerne but lacking details of dates or places, and a lengthy and very interesting article on the conductor and the Festival by Malte Lohmann. The cover indicates that these recordings were previously unreleased. It is good that such excellent performances are now available and so well presented on this generously filled disc.
www.pizzicato.lu

Rezension www.pizzicato.lu 20/01/2014 | Remy Franck | 20. Januar 2014 Die hohen Erwartungen bestätigt

In der auf sechs CDs angelegten Gesamteinspielung der Beethoven-Quartette präsentiert das ‘Quartetto di Cremona’ die zweite Produktion mit den Streichquartetten op. 59/2 und op.127 – zwei Werke, die zeitlich weit auseinanderliegen und Beethovens musikalische Entwicklung exemplarisch darstellen.

Genau wie im Volume I musiziert das ‘Quartetto di Cremona’ mit einer packenden Kompromisslosigkeit. Das 2. Rasumowsky-Quartett lebt von einem ungebändigten inneren Feuer, das lediglich im sublimierten Adagio etwas gezähmt wird. Von natürlicher Frische und forscher Selbstverständlichkeit ist das späte Es-Dur-Quartett geprägt. Hier entsteht definitiv eine Referenzaufnahme.

Audite’s second volume of Beethoven’s String Quartets confirms our high expectations raised when we listened to the first one. This will undoubtedly be a reference recording!

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