EduardF ranck era un compositore di origine tedesca( nato a Breslavia) da non confondere con il più noto César Franck, ottimo compositore belga che sviluppò la sua carrier a Parigi. Di lui sono spesso eseguiti la Sinfonia No. 3 in Re minore (Organ) e la bellissima Sonata in La maggiore per violino e piano. Eduard Franck, invece, anche se praticamente contemporaneo a César, non ha ottenuto altrettanto successo. Cresciuto in una ambiente di alto livello cultural, grazie alla famiglia benestante, fu allievo di Mendelssohn che frequentava la sua casa insieme a Richard Wagner.
Il suo continuo ricercare la perfezione formale lo portò alla pubblicazione di poche opera che risultano di livello veramente molto alto dal punto di vista compositivo. In questo disco troviamo tre dei suoi trii: quello in E-major del 1835, quello in Es-Dur Op. 22 e quello in D-major Op. 53(questi ultimdi due qui proposti sono in prima registrazione mondiale). Lo Swiss Trio compost da Angela Golubeva al violino, Sebastien Singer al cello e Martin Lucas Staub al piano eseguono con grande affiatamento e comunione di intenti questo difficile repertorio. Questi trii, indubbiamente figli della scuola di Mendelssohn ma con una vena romantic un poco più spinta, sono certamente di non facile esecuzione. Non parlo solo della tecnica esecutiva ma anche dell'interpretazione che richiede la capacità di dipanare un filo logico musicale con frasi molto lunghe che si susseguono senza interruzioni. Questi trii hanno una notevole somiglianza con le composizioni di Brahms, così come il concetto d'interpretazione musicale potrebbe estendersi ad un altro autore molto interessante come Thuille che con il suo Sestetto per pianoforte e fiati, che per certi versi si può accomunare come stile compositivo a Franck, ha creato un'opera di eccezionale livello dalla difficile interpretazione musicale. La caratteristica di questi trii di Eduard Franck sono la cantabilità e la grande maturità musicale, sono opera veramente belle che poco o nulla hanno da invidiare ai capolavori dei grandi maestri dell'ottocento. L'esecuzione poi dello Swiss Trio è fresca, molto matura, tecnicamente molto efficace, in grado di mettere in mostra un fraseggio classico, trasparente e dal romanticismo evidente ma non strillato. Un gran bel disco!
Registrazione nativa 24/96 fatta con i giusti presupposti sonori. La dinamica è ottima anche se non amplissima. Probabilmente qesto deriva anche dagli interpreti che non arrivano mai al triplo forte né tanto meno al pianissimissimo. L’avessero fatto forse avrebbero meritato il giudizio di eccezionale anche nell'interpretazione. Il palcoscenico sonoro è limpido con la corretta disposizione degli interpreti con violin a sinistra, cello a destra e pianoforte dietro. Gli echi ambientali sono presenti ma in maniera non invasiva: una registrazione quindi né troppo asciutta né troppo riverberante. Il corretto eco permette di sottolineare correttamente la bellezza delle composizioni senza nessun mascheramento. Ottima anche la preservazione dei timbri degli strumenti e dei dettagli che si possono cogliere senza sforzo.